Napoli nel cuore… e nella pancia

Napoli in poesia

Napoli raccontata da una napoletana ora polentona (perennemente a dieta)

“Papà quando sali?
Martedì!
Allora portami:
Le zeppole di San Giuseppe della Sfogliatella;
Qualche babà di Tizzano;
I taralli sugna e pepe di Leopoldo;
Un pezzo di palatone, quello alto con i buchi della salumeria di Corso Umberto;
Qualche mozzarella di bufala”.
Figlia mia ma salgo in treno, aggia fa’ e’ pacchi cu a corda ppe portarti tutte cheste cose
E papà tengo nostalgia e a’ criatura che teng in grembo aggia pure fa conoscere chesta città. Mica a’ vulimme fa nascere cu a’ stampa ro’ riso giallo e ra’ cutaletta n’front?
Non so se ha più nostalgia il cuore o lo stomaco ma una cosa è certa è una città che, se anche vedi una sola volta, ti prende il cuore, lo stomaco, la vista, l’olfatto, tutti i 5 sensi o anche 6, 7, 8 se ve ne sono.
Napoli la porti nel cuore e non la scordi mai. Trovi sempre il sole, in cielo e nella gente, e, anche se qualche giornata puó sembrare più cupa, stai tranquillo che trovi sempre qualcuno pronto a pulirti pure i fari dell’auto, pur di spazzare via ogni traccia di nebbia presente in te.
Napoli è stupore e colore, è musica, la musica dell’anima, quella delle persone che, anche se ti conoscono da poco, quando ti salutano ti baciano e ti abbracciano, ti invitano a casa loro come se fosse parenti o amici da chissà quanto tempo. Napoli è vita, è nu piezz e core.
Come disse un buon amico toscano “come ce se bacia a Napoli non ce se bacia da nessuna parte”….
E questa è pura poesia….

Da Milano a Napoli per un weekend d’autunno

ercolano

Ercolano, Capri, Napoli sotterranea: un weekend senza annoiarsi

La stagione autunnale è perfetta per scoprire Napoli e i suoi dintorni. Il clima è mite, tutte le zone anche le più belle sono meno affollate rispetto alla stagione estiva e, anche se non è possibile pensare a un bel tuffo nelle splendide acque blu, le isole come Capri o Ischia meritano comunque di essere visitate.

Per vedere tutto quello che il territorio offre a poca distanza dalla grande città, non bastano diversi giorni ma, se non siete in cerca di relax assoluto, vi propongo un mix di attività interessanti per un week non noioso.

Il giro che ho improvvisato e che mi ha regalato bellissime sensazione comprende Ercolano, Capri e un salto a Napoli, con partenza venerdì mattina e rientro domenica sera.

Decollo venerdì mattina da Linate (la sveglia suona prima che canti il gallo). Da Napoli/aeroporto il traffico non è quasi mai scorrevole, ma in taxi si raggiunge Ercolano in una mezzora circa.

Ercolano

L’hotel Il San Cristoforo che ci ospita è il posto ideale per raggiungere comodamente gli scavi archeologici nel pomeriggio e per terminare la giornata in un ambiente accogliente, dove viene prestata la massima attenzione agli ospiti, tra atmosfere calde e massima cura degli ambienti. L’hotel propone un comodo servizio di shuttle che accompagna i turisti fino al parco archeologico o alla stazione di Ercolano (15 minuti), nonché un ottimo ristorantino privato e una piscina all’aperto nell’ampio spazio verde.

Verso l’una lasciamo l’hotel e raggiungiamo Ercolano centro dove, dopo essere stati sedotti dal profumo del forno a legna di una piccola pizzeria, incontriamo la guida che ci condurrà alla scoperta di una città che non c’è più, ma che continua a risplendere nella storia. Affidarsi a una guida esperta è fondamentale per non girare a vuoto tra i resti archeologici senza comprenderne il valore. La sensazione che si avverte è che la tragedia vissuta in tempi così lontani sia ancora lì imperterrita, per ricordare a tutti il potere del Vesuvio e la sua forza distruttrice.

Due parole sui resti di Ercolano anche se per i dettagli rimando al sito ufficiale: nel 79 d.c, un’eruzione improvvisa spezzò la vita di una città fiorente e con essa di una civiltà molto ben orchestrata in quanto a urbanistica e socialità (zone termali , sistemi di raccolta delle acque, palestra, teatro, negozi..) . I 400 gradi di temperatura raggiunti in pochi attimi e le colate vulcaniche non lasciarono scampo ai fuggiaschi, neanche via mare.

Una curiosità: l’antica città di Ercolano è ben più grande rispetto a quanto vediamo e possiamo dedurre che molte attuali abitazioni sorgano su resti archeologici nascosti.

In ogni caso quello che il percorso offre è più che sufficiente per viaggiare nel tempo, tra mercanti, botteghe, ricchi banchetti e divinità romane (tra cui ovviamente Ercole fondatore della città).

La giornata termina al ristorante dell’hotel con prelibatezze della zona che comprendono ricette a base di carni a cottura lenta, ravioli, funghi, patate… 

Da Napoli a Capri

Al risveglio veniamo accompagnati in stazione a Ercolano dove scegliamo di sperimentare il servizio della CircumVesuviana, con cui raggiungiamo comodamente il centro di Napoli. Qui scegliamo di visitare qualcosa di poco conosciuto, Santa Maria delle anime del Purgatorio ad Arco e, ancora una volta, non manchiamo all’appuntamento con la pizza da Michele, una delle più gettonate della città.

E finalmente… destinazione Capri! Dal centro è possibile raggiungere il porto a piedi tenendo presente che sono due i punti di partenza: Dal Molo Beverello partono gli aliscafi, da Calata di Massa le navi veloci e i traghetti. Navi veloci e traghetti sono più lenti ed economici rispetto agli aliscafi e sono gli unici che possono imbarcare mezzi a motore. Il sole splende, il mare è calmo: in 50 minuti sbarchiamo su un’isola pittoresca da togliere il fiato, ordinata e luminosa, elegante in ogni sua forma o dettaglio. Tutto è lusso e ogni angolo sembra un dipinto ad olio.

L’avventura continua con la funicolare che ci porta in alto, nella Piazzetta centrale, dove ricercatezza e grazia contraddistinguono qualsiasi elemento e panorama. I faraglioni (tre picchi rocciosi a sud est dell’isola) sono una cartolina, la via dei negozi di lusso accoglie gli ospiti con disinvoltura. Peccato non fermarsi una notte e perdersi la vita dei locali, ma abbiamo comunque riempito gli occhi di splendore e siamo pronti per ritornare a Napoli e riposarci un attimo in hotel.

Scopri i tour organizzati  

Napoli sotterranea

A Napoli l’offerta di strutture (hotel, b&b appartamenti) è infinita. La zona che abbiamo scelto è il lungo mare vicino al Castel dell’Ovo ma ogni quartiere ha un fascino speciale. Domenica è l’ultimo giorno e dopo una colazione imperdibile (ecco i consigli del gambero rosso )

Castel dell’Ovo

partiamo alla scoperta dei sotterranei della città. Oltre al percorso classico , che è meglio prenotare in anticipo, esiste il tour nella Galleria Borbonica, un altro pezzo di storia unica al mondo. È proprio incredibile… Napoli non è solo quella che vediamo, ma si spinge nelle profondità della terra, dove scopriamo una lunga rete di cunicoli e cavità scavate nel tufo, tappa  secondo me obbligata per qualsiasi turista.

Per scegliere tra i due percorsi visita i siti:

Napoli sotterranea

La galleria borbonica

Infine tramonta il sole e ci spostiamo verso la stazione per il rientro a Milano con Trenitalia. In circa 4 ore e mezza siamo a casa, con una pizza da asporto e tanta voglia di ritornare a Napoli al più presto!

Santa Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco

Napoli – Le anime pezzentelle in cerca di suffragio hanno esaudito per centinaia di anni le preghiere dei devoti e oggi accontentano anche la curiosità dei turisti.

Napoli è un intreccio infinito di luoghi di grande interesse storico, opere, quartieri, dai più classici come la città sotterranea, cunicoli gallerie, acquedotti che lasciano tutti senza parole, ai meno conosciuti come quello che ho scoperto questa volta, imbattendomi nel complesso di Santa Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco, dove i napoletani svolgevano il culto delle anime pezzentelle.

Dall’esterno la chiesa può non colpire subito, un po’perché sorge lungo via dei Tribunali, ricca di locali e turismo, un po’ perché è piccola, diciamo poco maestosa, ma custodisce qualcosa di davvero inusuale. Si intuisce la sua storia misteriosa fin dall’ingresso dove, sulla doppia scalinata si notano teschi di bronzo in cui capita di vedere giovani infilare le dita (mignolo e indice simbolo delle corna) come gesto scaramantico di buona fortuna per gli studi scolastici. Attorno a questo luogo di culto si respira infatti non solo religione, ma anche superstizione, la stessa che viene spesso associata alla cultura napoletana.

santa maria delle anime del purgatorio a Napoli

La chiesa è bella, è un’opera barocca del seicento e ha la peculiarità di custodire un gigantesco teschio, il Teschio Alato dello scultore Dioniso Lazzari (attualmente posto dietro all’altare). Ma qualcosa di ancora più inquietante si nasconde al piano inferiore nell’ipogeo destinato alla sepoltura e al culto delle anime del purgatorio.

Cos’è questo strano culto? Intanto bisogna comprendere che in quegli anni in questo luogo venivano riposti i corpi di numerosi defunti senza nome, coloro che per le difficoltà del periodo storico, caratterizzato da povertà e peste, non potevano disporre di una degna sepoltura. Queste anime sole, anime di sconosciuti, sarebbero rimaste abbandonate a sé stesse e non avrebbero beneficiato delle preghiere di nessun caro per la propria salvezza eterna, senza la nascita del culto delle loro ossa (in particolare dei teschi detti capuzzelle) a metà del seicento e fino ai nostri giorni. E’ qui che la religione si mescola al profano: i napoletani intuirono un nuovo modo di ottenere le grazie agognate, non dai santi, ma da queste anime mendicanti. Immaginavano infatti che le anime dei defunti soli e meno fortunati fossero più bisognose di preghiere per ottenere la liberazione dal purgatorio, rispetto alle anime dei beati che già abitavano il paradiso, e che fossero di conseguenza più propense a mercanteggiare favori con i vivi, in cambio delle loro suppliche . La dinamica è semplice: io prego per la redenzione dei peccati di un’anima che vorrebbe conseguire il riposo eterno e lei, quando arriverà a destinazione nei cieli, mi ricambierà il favore, facendomi ottenere la grazia desiderata. Già dopo le prime preghiere, l’anima prescelta mostrerà la sua benevolenza, mandando chiari messaggi in sogno o piccoli segnali positivi.  Si direbbe un ottimo accordo tra le parti, entrambi bisognose.

il teschio di Lucia in Sanya Maria delle anime del purgatorio
Lucia, la sposa infelice protettrice degli innamorati – foto tratta dal web

Il culto prevedeva regole precise; prima di tutte la scelta di un teschio tra i resti dei defunti, che veniva venerato e accudito come un potente talismano. Il vivo poneva il teschio su un fazzoletto bianco e faceva in modo che restasse pulito, adornato di fiori, asciutto anche nei giorni più umidi. Se l’anima non concedeva la grazia richiesta, il teschio veniva rivolto verso la parete, come in segno di sfiducia, come punizione per la sua irriconoscenza. Refrigerio dal fuoco del purgatorio delle anime pezzentelle, che significa appunto mendicanti di preghiere, in cambio principalmente di matrimoni e prole, ma anche altre grazie.  Il motivo per cui questo culto è stato molto apprezzato da chi chiedeva grazie in amore è legato probabilmente alla presenza di un teschio appartenente, secondo la leggenda napoletana, a una donna di nome Lucia, morta il giorno delle sue nozze. A questa donna, facilmente riconoscibile per il velo da sposa sopra al suo teschio e per la quantità di fiori e addobbi che lo adornano, si devono numerose grazie, anche se il motivo della sua morte non riesce a mettere d’accordo tutti i suoi devoti.

Quel che appare evidente visitando questo luogo pieno di fiori, ex voti e lumini è che tante anime del purgatorio abbiano esaudito altrettanti fedeli e che, nonostante la Chiesa abbia proibito nel 1969 questo culto profano a favore del più consueto culto dei Santi, ancora oggi tanti devoti o superstiziosi non rinunciano a pregare per queste anime bisognose, negoziando miracoli.

Per approfondire o avere informazioni sugli orari di visita clicca qui

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