Capodanno in Israele – Un universo senza tempo

Modernità, tradizione e culto, tra miraggi di pace.

Il mio primo viaggio in Israele ha compreso le tre principali tappe, Tel Aviv, Gerusalemme e mar Morto, ma non tarderò a fare ritorno a questa terra di emozioni, contraddizioni e energia inaspettate. Ne ho amato fin da subito la complessità che deriva da una storia difficile, fatta di dolore e di speranza, in una terra evidentemente in bilico tra una esuberanza moderna e una lentezza antica, carica di spiritualità.

Tel Aviv

Una grande città che rispecchia principalmente la modernità delle metropoli più tecnologiche e più dinamiche, con la sua distesa di grattacieli che si affacciano sul mare: business, turisti da tutto il mondo, start up, ristoranti alla moda, hotel di lusso e, all’improvviso, qualche vecchio quartiere che sembra dimenticato nel passato, accanto a qualche mercato tradizionale. Un lungo mare unico, curato e organizzato anche dal punto di vista della viabilità, grazie a una ininterrotta ciclabile che percorre l’intera città fino alla zona vecchia, Jaffa antica, punto di origine di tutto quello che vediamo oggi.

A Tel Aviv, prevalentemente meta di viaggi di lavoro, è anche possibile trascorrere giornate di relax al mare, passeggiando e scoprendo ogni giorno qualche angolo diverso. A causa del clima mite in inverno e del brulicare di giovani e turisti che contraddistingue la città anche di notte, abbiamo scelto di fermarci due giorni e trascorrere il nostro capodanno gregoriano (il capodanno ebraico cade invece a fine settembre) visitando la città e cenando in un ristorantino vivace, di ottima cucina, il Goocha. Scopri di più sulle principali festività in Israele .

Cosa fare in un giorno Tel Aviv:

  • passeggiata lungo mare o percorso in monopattino/bici fino alla città vecchia, il porto di Jaffa tra piccole gallerie d’arte, artigiani, caffè e ristorantini di pesce.
  • quartiere di Neve Tzedek: ancora un quartiere antico tra i grattacieli, il secondo nato dopo Jaffa, ospita caffè, architetture colorate e boutique.
  • street food al mercato del Carmel: cucina tradizionale alla mano e poco costosa e ottimi succhi di melograno

Gerusalemme

Il terzo giorno siamo partiti per Gerusalemme (guarda la mappa e controlla, per i tuoi spostamenti in auto, i confini tra Israele e Palestina) dove le atmosfere si trasformano, lasciando emergere una storia di religione, conflitti, vite umane così complessa che io posso essere di certo all’altezza di un buon racconto. Per visitare la parte antica consiglio di procurarsi una buona guida che possa svelare, oltre ai passaggi principali della storia del territorio, anche i dettagli più curiosi.

Sappiamo che Gerusalemme è popolata e contesa dalle tre religioni monoteiste al mondo. Ognuna di queste rivendica i suoi diritti e vanta, nello stesso territorio, i suoi luoghi più sacri . Leggiamo ogni giorno come questa terra sia segnata da conflitti tra i rappresentanti delle tre religioni e anche che i luoghi sacri sono presidiati da guardie armate e dispositivi per la sicurezza come telecamere che monitorano il nostro passaggio 24 ore al giorno, ma solo chi ha camminato nella città vecchia può riferire di quel senso di pace che, paradossalmente, si respira. Una pace dovuta evidentemente non ai fatti, ma forse solamente alla sacralità del posto, alla presenza di fedeli da tutto il mondo, che pregano e che sperano.

Nella parte antica coesistono – in un articolato centro storico fatto di vicoli stretti, divisi in tre quartieri, arabo, ebreo, armeno – i luoghi sacri per le tre religioni Ebraica, Islamica e Cristiana. Questi sono principalmente il Muro del Pianto, la Moschea e il Santo Sepolcro con la Via Dolorosa. Ogni giorno è scandito da momenti precisi di culto secondo le diverse religioni: il misticismo che regna ovunque non sfugge neanche al turista più distratto.

Cosa vedere e perché

La città vecchia con i suoi mille shop e ristorantini, caotica e rumorosa, affascinante e antica, dove ci si imbatte semplicemente nei luoghi tra i più sacri al mondo. Qui è possibile anche percorrere la via Dolorosa fino al Santo Sepolcro.

Via dolorosa e Santo Sepolcro, il cuore del quartiere Cristiano della città vecchia- per la religione cristiana è il luogo sacro per eccellenza.

Qui Gesù fu condannato e crocifisso. Nel Santo Sepolcro è possibile accedere ai luoghi del calvario e alla tomba di Gesù risorto. Per chi ha fede consiglio di interessarsi sugli orari dei vespri con i Francescani, un momento unico di preghiera e di raccoglimento spirituale. Sono tanti i misteri legati a questo luogo: religiosi, storici e culturali. La basilica é divisa (e come al solito contesa) tra le diverse religioni cristiane quindi all’interno sono facilmente distinguibili le zone dei cattolici latini (francescani), greco ortodossi, armeni, siriaci, copti ed etiopi (anche se chi detiene la chiave del grosso portone del Santo Sepolcro è paradossalmente una famiglia musulmana! (scopri di più sul santo sepolcro)

Cupola della Roccia – Spianata delle Moschee: è la cupola d’oro, un gioiello di arte islamica che a livello architettonico domina Gerusalemme spiccando per i suoi colori e le sue forme. Costruito tra tra il 687 e il 691 d.C. sembra essere l’edificio islamico più antico al mondo. Non è possibile entrare senza essere musulmani, ma in certi orari viene concesso ai turisti di accedere alla spianata da dove restare totalmente affascinati. Orari e giorni di accesso sono limitati quindi occorre organizzarsi attentamente. Vedi orari e dettagli storici

Il Muro del pianto, muro Occidentale: la storia è complessa e parla di distruzione, di resilienza e fede. Il muro è quello che resta dell’antico tempio di Gerusalemme, distrutto nel 70 dC dai romani. Gli ebrei pregano secondo le regole ortodosse, non piangono come noi siamo portati a credere dal movimento della testa, anche se in qualche modo lamentano la perdita del loro tempio. Normalmente anzi gli ebrei manifestano il loro credo con canti e gioia, seppur rispettando scrupolosamente festività e tradizioni. Leggi la storia del muro occidentale /approfondisci con questo video

Il quartiere armeno e la sua chiesa non è un posto che possa passare inosservato. Le decorazioni in stile armeno attraggono l’attenzione e la chiesa lascia a bocca aperta. La foto parla da sola: consiglio di partecipare a una cerimonia religiosa.

Monte degli Ulivi e chiesa di Maria Maddalena: prima di tutto consiglio a chi viaggia nei mesi di dicembre-febbraio di mettere in valigia capi invernali. Il clima a Gerusalemme è freddo tanto più verso il Monte degli Ulivi, raggiungibile con una lunga camminata, in auto o in bus. Da qui è possibile scattare una foto panoramica della città e ammirare anche la chiesa russo ortodossa di Maria Maddalena, seguace di Gesù. Con le sette cupole dorate, questa chiesa, edificata nel 1886 dallo zar Alessandro III di Russia in memoria di sua madre l’imperatrice Maria Aleksandrovna, completa la bellezza e varietà architettonica del paesaggio.

Dove mangiare: Gerusalemme offre molti ristoranti dove assaggiare piatti tradizionali e non, facendo attenzione ai giorni di Shabbat, quando la maggior parte delle attività cessano per le ore dedicate al riposo. Gerusalemme è una città abbastanza costosa, soprattutto nel periodo natalizio, quindi una buona idea potrebbe essere quella di alternare cibo di strada come hummus e falafel a qualche ristorante più ricercato. Noi abbiamo provato Lina nel quartiere Cristiano della Città vecchia per un Hummus veloce ma a regola d’arte, 1868 per piatti raffinati e ottimi cocktail durante l’attesa e Barood, dall’ambiente simpatico e menu curato.

Mar Morto

Due giorni in uno dei luoghi più singolari e forse meno conosciuti al mondo. Meta ideale in primavera, non delude neanche nel mese di gennaio quando le temperature si mantengono molto miti e il cielo quasi sempre soleggiato, permettendo un bagno in mare nelle ore più calde. La temperatura oscilla tra i 40 gradi in estate e e i 20 gradi in inverno e le radiazioni Uv sono filtrate dalla foschia creata dall’evaporazione dell’acqua tiepida o calda. Galleggiare nelle acque salatissime del mar Morto è un’esperienza unica, oltre che salutare, e lo spettacolo di colori che si apre davanti ai tuoi occhi, dopo le due ore di auto da Gerusalemme, ti fa sentire immediatamente in pieno relax

A 400 metri sotto il livello del mare è il punto più basso della terra e regala aria sana, non inquinata, secca, ricca di iodio e di ossigeno, diventando un paradiso di benessere, soprattutto per chi soffre di problemi di pelle e di dolori articolari. L’acqua salata infatti è ricchissima di minerali e proprietà curative, nonché di fanghi che promettono miracoli, insieme alle terapie offerte dai numerosissimi hotel turistici.

Il Mar Morto è magico ma rischia di diventare un po’ noioso alla lunga, quindi il tempo di permanenza è da valutare in base alle proprie esigenze. Tra un bagno e l’altro non bisogna di sicuro dimenticare una visita alla fortezza di Erode a Masada (Patrimonio dell’Umanità UNESCO), situata a 400 metri di altitudine. Conoscere meglio il personaggio di Erode e la storia degli ebrei, passeggiare al sole tra le rovine e ammirare il panorama sul mare e sul deserto sono i motivi per cui vale la pena affrontare la salita…. per i più sportivi a piedi, per gli altri in funivia! (leggi qui la storia del suicidio di massa di Masada).

Qualche curiosità sul Shabbat, le 25 ore dedicate al riposo totale (clicca qui per approfondire). Non si tratta semplicemente di non lavorare, ma piuttosto di onorare la propria vita, la famiglia, il creato. Il riposo diventa un momento di gioia, lontano da telefoni e tecnologie, senza occupazione alcuna che preveda un gesto creativo o che inneschi un meccanismo qualunque, meccanico o elettrico. Non è permesso nemmeno guidare. Questo può essere un po’ difficile da comprendere, soprattutto nel momento in cui si scopre che agli ebrei osservanti viene addirittura vietato di utilizzare i pulsanti dell’ascensore (i più sportivi salgono a piedi). Gli ascensori, anche quelli degli hotel, sono concepiti per funzionare a ciclo continuo, fermandosi ad ogni piano ininterrottamente. Così il tempo per raggiungere il decimo piano di un hotel di Tel Aviv può diventare piuttosto lungo, come complicata può diventare la preparazione della colazione e del pranzo, senza l’ uso di macchine del caffè e altri elettrodomestici. Una giornata di contemplazione assoluta dunque, di lettura (ma non scrittura) e di pranzi in famiglia: ovviamente solo i cibi kosher sono consentiti, cucinati il giorno prima e riscaldati in forno grazie all’aiuto di un timer precedentemente impostato.